untitled
NEW! Upgrade to Pro Hosting and receive Ad-Free Webtools + More!
Varzi - 12 gennaio 2002
No, noi non siamo Full Monty
 
Racconto di Muz

Se fossimo Full Monty, vivremmo in Centro Italia e pedaleremmo sulla neve. Invece, abitiamo nel Nord e ci tocca la siccità, per cui non possiamo raccontare nulla di poetico, epico, jacklondoniano. Eppure, la voglia c'era!

Mi riferisco alla gita sul Chiappo che San Claudio Lunghi ha deviato sull'Alpe per motivi di allenamento del sottoscritto. A detta del Ranger Erminio, per andare sul Chiappo di questi tempi non basta la siccità, ci vogliono anche i ramponi.
 
Ad ogni modo, la gita col Lunghi s'è potuta fare nonostante una clausola da lui imposta:
"Mi basta non essere il più lento." OK, l'ho rassicurato, ci si pensa noi. Ho così pescato nel mio repertorio di amici dei tempi che furono, puntando, ad esempio, su mio fratello, che in salita va il triplo di me, ma in discesa è afflitto da un mezzo obsoleto, come già spiegato nel Giù Nei Balcani di qualche mese fa. Purtroppo, però, Piotre m'ha pugnalato alla schiena. Sedotto dalla DMR di Giacomino, giù dallo sloveno Slavnik, una volta tornato a Milano era entrato nel Box della Mamma, quello da noi arredato quando pedalavamo sul serio, pieno ancora oggi di cose affascinanti come i cantilever Grafton, i comandi del cambio idraulici, i mozzi PadreVanes, le guarniture Sachs... Da lì ha ripescato un mio vecchio telaio Pro Flex 855 su cui avevo messo una molla al posto degli elastomeri; aveva una crepa sul forcellone, lui ha rimediato scambiandolo con quello della sua 755. Davanti ha messo una Marza Z2 passatagli dal pusher Giacomino, poi s'è messo un riser moderato con appendici (stile Muri Erezione '98), notevole per uno che fino a 3 anni fa pedalava con la piega da strada (!!!): insomma, pur sempre escursioni da 70/80mm, ma volete mettere rispetto al nulla? Poi ha esagerato trovando da Decathlon, a prezzi stracciati, cerchi Mavic per dischi e un Hayes meccanico, che s'è piazzato all'anteriore.
 
Non m'è restato altro da fare che invitare uno ancora più fossile, Ucch, che un tempo pedalava anche assiduamente, e che è sempre restato fedele alla sua Trek 8500 del '91 con forcella Spring ad elastomeri da 35mm di escursione. In 10 anni non ha cambiato nulla: elastomeri, movimento centrale, persino i deprecabili (per fragilità) push-push Shimano, tutto è ancora al suo posto. Ha su i cerchi Matrix, le leve DX con la finestrina trasparente, gli sblocchi rapidi in alluminio blu anodizzato, è uscito direttamente dal congelatore, questo!
 
Ci siamo così presentati a Varzi con i nostri 30' di ritardo, trovandoci faccia a faccia con i corneriani Roy Batty e San Claudio. Roy, l'"Hacker di Tortona", mi piace troppo: ha una full Rocky Mamas da 130mm di corsa davanti e dietro, si diverte in discesa e si diverte pure in salita (anche lui era sul Grappa a farsi i 1600/1700m di dislivello con Meteora, MaxAmo, Superpippoz, NaPalm) e, soprattutto, pedala sempre con la fotocamera al collo! Anche in downhill!!!
San Claudio è invece di una gentilezza incredibile.
 
Sul successo della gita, ad essere onesti, eravamo perplessi. L'assenza di Giacomino, il noto personaggio dei fumetti nato dalla fantasia di Fabbbio Probbbi, rischiava seriamente di rendere il tutto un mortorio. Per fortuna che, ancora a Milano, mi era venuto un colpo di genio per rendere la gita piccante: mentre caricavamo le tre bici, accatastandole a casaccio nel baule dell'auto, mi portavo sfiga con la frase "e se mettessimo dei cartoni, o della gomma, tra un telaio e l'altro, per evitare che si rovinino?" Gli altri mi mandavano a fottere ed una volta arrivati a Varzi estraevamo la mia bici grondante olio, per via del massacro di uno dei tubi dell'impianto frenante. Il freno posteriore fottuto! Con dei fanatici della discesa come Roy e Claudio!
 
Una scena tristissima: tutti in piedi di fronte a questa friggitrice bucata, con Roy e Claudio che mi guardavano come fossi un deficiente. Ero già rassegnato a rovinarmi la gita col solo freno anteriore, quando San Claudio diceva: "Casa mia è qui sopra, ho qualche altra bici, vediamo cosa posso fare!" Ed è qui che avveniva il miracolo. Infatti, pedalavo dietro di San Claudio, pensando che se uno fa le gite con la Camilla con Marza da 130 e dischi, il suo muletto non potrà che essere una Hazard I Cavalli, o una Top Gun, della serie: ha speso tutto quello che aveva nella Camilla! Invece, dal box mi tirava fuori nientepopodimenoche una C'dale Super V, con dischi Formula, forcella Judy doppia piastra e pedali flat! Una bici piccina per me, ma lui mi cambiava l'attacco manubrio, io piazzavo il mio reggisella e nessuno riusciva a togliere i flat per i miei sganci rapidi, tanto meglio: avrei provato una nuova esperienza, insieme ai dischi (io sono ancora un masticatore di cerchi).
 
Ah, ma va descritta la Casa! A parte la temperatura interna, che la fa somigliare a quella di una certa Zia, si tratta di un vero santuario della mtb, con tanto di cinema interno con audio stereo e poltrone a dondolo (che manco al President) e filmati rigorosamente M - T - B! Come Contact, che passerà alla storia per i tamarri che fanno dirt e street con i ciclomotori Tomos e per il mitico e incommensurabile Stevie Baia, un bambino di sei anni ignorante come un paracarro. Perché è così ignorante? Intanto, perché sui paracarri ci pedala veramente (ed anche sulle grondaie, i corrimano, le capocchie di spillo) e poi perché, come Pinocchio, non riesce mai ad arrivare a scuola: i suoi GattiVolpe e Lucignolo si chiamano muri, scale, balaustre, parapetti.
 
Torniamo alla gita: come ho messo le chiappe sulla C'dale, ho avuto la netta sensazione di trovarmi su un missile, e sì che la sella era troppo bassa e pedalavo con le gambe in bocca, mentre i piedi scivolavano sui flat e spingevo coi talloni. Una full che arrampica in salita come la rigida di Pompanin! C'erano 700m di dislivello da fare in salita, ma me li sono bevuti come bere un bicchier d'acqua. Arrampicavo agile e leggero come Simpson prima di morire sul Ventoux, elegante nella mia pedalata, mai stanco, adorabile nella danseuse. Peccato però che gli altri mi abbiano staccato fin dal primo metro! Questi stronzi, chiacchierando amabilmente in gruppo, se ne sono andati e non li avrei visti mai più se, gentili com'erano, non mi avessero aspettato ogni tanto. Così, potevo sentire cosa si dicevano, tipo Roy che raccontava a Claudio "Mi son fatto un bicchierone di epo al tamarindo, questa mattina!" e allora capivo perché restavo indietro: ma sì, mi ero dimenticato di fare colazione!!!
Fare tanta salita completamente digiuni non è il massimo, ma tiri avanti perché sai che in vetta ci sarà un rifugio pieno di prosciutti. Del resto, quando un monte appenninico si chiama Alpe, come minimo, in vetta, avrà una Baita Segantini!
 
E invece, mentre sentivo le forze venire meno come Amodeo sul Grappa, mentre pedalavo guardando il deragliatore e cercavo di pensare a tutte le Cose Belle per tirare avanti, mi imbattevo nel gruppo, tranquillamente fermo a bordo pista, sull'orlo di un invitante single-track in discesa a forma di serpente. "E' finita la salita", diceva San Claudio con la sua voce vellutata, "ora è tutta discesa!"
Mi coglieva una crisi isterica: "Ma come! La salita finisce qui e voi non me lo dite in anticipo? E chi la imposta più la volata, ora? Stronzi! Stronzi!! Stronzi!!!"
Peccato fosse finita qui, ne avrei avuto ancora per un migliaio buono di metri di dislivello, se non il doppio. Una gran bella salita, prima su asfalto con pendenza moderata, neve in ombra, campi gialli, traffico zero, poi su sterrata in un bosco di pini prelevato dall'isola d'Elba.
 
La discesa non produceva alcun caduto e nessun infarto: un delizioso single-track con fondo d'aghi di pino e nessuna pietra, che facevamo in gruppo tranne Ucch, giustamente punito dalla sua fedeltà ad una bici da xc del '91.
La mia prima discesa coi flat non m'ha divertito per niente: un senso di insicurezza bestiale. Se c'è un sassolino e voglio tentare un salto, io vado su, la bici resta giù. Ma come cazzo fate???
Quanto ai dischi, tra l'urlo nel silenzio che fanno e l'anteriore che, surriscaldato, mi molla di colpo son rimasto un po' delusino, ma nessuno degli altri ha avuto tali problemi. Forse che peso troppo?
 
A metà discesa, la Delusione Profonda: a) inizia una lunga salita, di quelle stronze, perché un conto è iniziare la giornata con una lunga salita purificatrice che ti ripagherà con una discesa devastante e un conto è una discesa fantastica che a metà si traveste da salita inutile; b) Claudio ci ha confessato che, essendo noi tre Muz-Piotre-Ucch degli impediti, ci ha risparmiato la sua discesa preferita, la Pietraia, piena di sassi e gradini e tanto bella.
Uhm, ora che tutto è finito mi spiace non avere almeno tentato.

 

PS
Mi son dimenticato di raccontare quando abbiamo imitato Stevie Baia guadando il fiume su un'assicella di legno (ma abbiamo toppato) e quando a casa tua è arrivato il Ranger Erminio, con cui ho discusso benevolmente di moto e confine tra sentieri leciti e vietati, e conclusosi con un "Ti prego, non farti multare da me!"
 

Partenza

Riscaldamento

San Claudio & Ciaccio

Muzzo

Il trio milanese

Come orso che esce di foresta...

Il Piotre

Pietra Gavina

Piotre su un taglio del sentiero

Super-V personalizzata

 

Home


Web Hosting · Blog · Guestbooks · Message Forums · Mailing Lists
Easiest Website Builder ever! · Build your own toolbar · Free Talking Character · Audio, Fonts, Clipart
powered by a free webtools company bravenet.com